Era vero Amore?
Quando le relazioni finiscono

Quante persone hai incontrato lungo il tuo cammino? E quante ti hanno lasciato o hai lasciato andare? Quante relazioni finite: amori, amicizie, frequentazioni più o meno occasionali. E tutte ti hanno lasciato qualcosa, ti hanno fatto essere quello che sei adesso e per questo devi dire grazie a tutti. Però alcune domande te le fai: cosa è successo? Perché quella relazione è finita? Sono stato io o è stata una scelta dell’altra o semplicemente si è chiuso un percorso? Era vero amore?

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Sin da piccoli abbiamo avuto amicizie. I compagni di gioco da bambini, persone che frequentavamo anche giornalmente. Alcuni li ricordo benissimo e ricordo le esperienze che facevamo insieme, i giochi, le monellerie, le ingenue confidenze che a quell’età si potevano condividere. Poi il tempo della scuola, elementare e media, con ragazzini che vedevamo ogni giorno e di cui sono rimaste solo fotografie ingiallite negli album dei ricordi.
Frequentavo qualcuno più degli altri, ma oggi rimangono a malapena i loro nomi: non ho idea di che fine abbiano fatto, se hanno realizzato i loro sogni, superato le loro difficoltà, perché alcuni vivevano condizioni difficili, o almeno così le percepivo a quel tempo.
Lo stesso per i compagni di liceo, tutti spariti. Nei successivi percorsi di studi frequentati negli anni successivi ho conosciuto molte altre persone ma della maggior parte di loro ho perso praticamente le tracce. Ma questo credo che sia normale dal momento che molte relazioni vivono ed esistono solo per “contingenze a tempo” come il percorso scolastico, le attività sportive, gli impegni in parrocchia o in altri gruppi.
Con alcuni si era sviluppata una amicizia più intensa, a volte speciale che è durata ancora molti anni, ma poi anche quelle si sono affievolite fino quasi a spegnersi se non nei ricordi e nelle nostalgie dei tempi trascorsi insieme.

amiciOvviamente vanno inclusi amori e amorazzi giovanili, cotte, interessi e frequentazioni a diverso titolo ed anche di queste relazioni è rimasto ben poco.
Molte separazioni sono risultate dolorose perché il legame sembrava davvero forte ed indelebile. Alcune di queste relazioni potrei chiamarle d’amore nel senso più ampio del termine: includendo ogni tipo di sentimento che ti lega ad un’altra persona e di cui è stato doloroso privarsi. Perché quando si spegne una relazione con essa si spegne un pezzetto dell’amore che hai dentro. Nel cuore rimangono a volte vuoti e ferite che lasciano segni e sebbene l’amore può finire per svariate ragioni anche inevitabili, le cicatrici come l’esperienza rimangono. Si dice che ti ti rendono più forte, ma non ne sono sicuro, penso che a volte ti rendono solamente più cinico e disilluso.

Quante relazioni hai visto spegnersi lentamente o improvvisamente senza una ragione? In alcune sei stato tu, ma in altre hai assistito semplicemente, inconsapevolmente e a volte innocentemente al loro declino. Incluso relazioni intimissime con parenti o addirittura familiari.
Non sappiamo se era vero amore, se cioè quelle relazioni erano del tutto disinteressate o più probabilmente solo di circostanza: perché facevano stare bene, o uno dei due ne aveva bisogno, o non avevamo di meglio da fare (come dice una canzone) o si sono esaurite per distrazione. Credo che alla fin fine la ragione principale per la quale molte relazioni si spengono sia dovuto alla distrazione di uno o entrambi i partner.  A cominciare dai rapporti fra coniugi e fidanzati e innamorati in genere.

L’amore è come una pianticella e per quanto cresca rimane sempre fragile perché i suoi rami sono teneri per costituzione. L’amore ha bisogno di cure e attenzioni costanti, e come una pianticella non basta abbeverarla oggi per domani e dopodomani. Ogni giorno ha bisogno di essere sostenuto e alimentato. Non è mai abbastanza dire “ti amo” o “ti voglio bene”! Non è mai abbastanza un bacio, un abbraccio, un messaggio, una telefonata, un incontro. Non bastano mai le confidenze scambiate, le intimità confessate, le risate e la quotidianità condivise. Non è mai abbastanza vedersi, parlarsi, stare insieme. Mai abbastanza.

Molte relazioni sono finite ed è meglio così, altre si sono esaurite per loro natura, ma alcune sarebbe stato bello coltivarle piuttosto che dover scrivere i loro nomi nel libro delle nostalgie. Si sarebbe potuto fare diversamente? Forse sarebbe bastato accettarsi per quello che siamo, senza pretese, senza condizioni, così come siamo e non come a volte ci ostiniamo a pretendere di essere.
Si può rimediare? Si dice che una volta rotta una relazione non sarà più la stessa. Ma questo lungi dall’essere un male forse è solo una nuova opportunità.

Saverio Schirò

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Saverio Schirò
Saverio Schirò
Amministratore del Sito. Appassionato di Spiritualità e Teologia

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