Una ex troppo invadente

Occorre del tempo per metabolizzare una separazione perché il senso di sicurezza e di stabilità è molto difficile da abbandonare. Ma se non c'è più amore bisogna voltare pagina altrimenti si rimane in un limbo di ricordi sempre più vuoti...

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Caro Saverio,
lo so che non potrai dare una soluzione al mio problema, ma sono così frustrata che ho bisogno di sfogarmi con qualcuno. Mi chiamo Silvia ed ho 46 anni. Due anni fa ho incontrato Mario e subito c’è stata una intesa speciale tra di noi. Abbiamo cominciato a frequentarci ed in poco tempo abbiamo capito di essere innamorati uno dell’altra. Entrambi avevamo un vissuto di delusioni e sofferenze che neppure ti sto a raccontare: il succo è che io venivo da una costellazione di storie finite sempre male quando tutto sembrava indirizzarsi verso un lieto fine; Mario invece era ancora ferito dal tradimento della moglie, che di punto in bianco l’aveva abbandonato insieme ad una figlia ancora piccola, per andare con un altro uomo, col quale adesso convive. Fin qui tutto ordinario, purtroppo, in una società dove tradirsi e separarsi è diventato così facile.
Da due storie sbagliate, però, è venuta fuori una bella coppia: la nostra, perché ci amiamo, abbiamo tanti interessi comuni, parliamo tanto e stiamo bene insieme… anche a letto, perché non ammetterlo. Con la piccola ho intessuto una meravigliosa relazione ed anche se non è mia figlia, la amo e la rispetto come se lo fosse ed anche lei mi vuole bene e sempre più spesso mi chiama “mamma” facendomi emozionare (non penso che avremo mai una figlia insieme io e Mario dal momento che l’età è ormai da considerarsi a rischio per una gravidanza).

Tutto sembra perfetto ma c’è un “ma” grande come una casa: la sua ex, la moglie di Mario.
Come madre legittima, anche se ha abbandonato la figlia, ha il permesso di vederla e Mario non solo non si è opposto, ma addirittura favorisce queste visite che si sono trasformate in ingerenze vere e proprie! Lei continua a comportarsi come madre legittima della piccola (ed anche se io non sono d’accordo, posso anche capirlo), ma la sua arroganza arriva a tal punto che si rivolge a Mario come se ancora fosse suo marito. Lo chiama continuamente per sapere cosa fa la bambina e peggio ancora ad impartire ordini e direttive su cosa dovrebbe mangiare, come vestirla, fargli fare questa o quest’altra attività…
L’assurdo è che Mario obbedisce come una marionetta e sopporta che lei piombi a casa nostra a tutte le ore, con la scusa di vedere la bambina o portarle qualcosa e poi rimanga delle ore a girovagare per casa sentenziando su tutto e su tutti…

Ovviamente quando la piccola mi chiama “mamma” lei va su tutte le furie rimproverandole in faccia che io non sono sua madre (in realtà le dice “quella non è tua madre!” neppure osa pronunciare il mio nome).
Io inghiotto il rospo e cerco di evitare, ma mi fa un male da morire. Lo faccio per Mario, perché lo trovo così debole e fragile a subire tutto questo che non voglio stressarlo anche io. Le volte in cui il discorso viene fuori e lui cerca di scusarsi con me, in realtà finisce per scusare e giustificare lei dicendo che non è facile dimenticarsi di una figlia, che forse si è pentita per averlo lasciato e adesso è in crisi col suo nuovo compagno. Cerca di rassicurarmi sul nostro futuro e su quello che prova per me dicendomi che mi ama e che non mi lascerà mai e bla bla bla…

Sono disperata Saverio, ho sentito tante volte gli uomini dirmi che mi amavano e che senza di me non avrebbero potuto vivere, e poi, via alla prima occasione. Ma non è questo che mi fa paura, purtroppo sono vaccinata su questo punto, ma mi umilia e mi disorienta la paura che il mio Mario possa essere così ingenuo e sprovveduto da ricadere tra le grinfie della sua ex, perché io sono sicura che lei non lo ama affatto (e l’esperienza sembra confermarlo) ma nel contempo ho la sensazione che invece lui non abbia smesso di amarla, nonostante tutto.
Silvia

donna tristeChe dirti, cara Silvia?
Una situazione difficile da digerire ma anche da gestire. Non ci sono soluzioni facili ed io non oso sentenziare sui sentimenti altrui: i tuoi, quelli di Mario e quelli della sua invadente ex. Perché in effetti si tratta di sentimenti che ancora permangono, di legami difficili da recidere, personalità immature che nascondono le paure e insicurezze nella presunzione di possesso.

I personaggi di questa tragicommedia sono una ex moglie che come una bambina capricciosa sente che tutto le si deve perché tutto le appartiene: il marito tradito e poi abbandonato; la figlia, idem; la libertà di fare e sfare della sua vita a prescindere dalle esigenze, dai bisogni, dalle sofferenze degli altri. Un atteggiamento più comune di quello che possa apparire. Chiunque ha la forza, o a volte la prepotenza, di chiudere una relazione, in qualche maniera si sente sempre di dominare l’altra parte. Percepisce che se volesse… ma in realtà non vuole e gioca a tenere sempre caldo il fuoco sotto la cenere senza alimentarlo mai fino in fondo, ma senza lasciarlo spegnere del tutto.

Mario ci è cascato in pieno e per quanto ferito non riesce a chiudere definitivamente la relazione. Potrebbe farlo, se ne avesse la forza, ma la ferita lo ha reso più fragile e dipendente più di quanto lo sia di suo. Una dipendenza emotiva che vediamo in molte coppie che non vanno bene per niente, dove si litiga, ci si ignora, ci si fa del male e perfino ci si tradisce continuamente, ma non si ha il coraggio di mollare e voltare pagina.
Dentro e in mezzo ci sei tu che di ferite ne hai collezionato abbastanza anche se non conosco i particolari e il perché le tue relazioni sono naufragate tutte le volte come tu stessa affermi.

In questo caso, devo metterti in guardia: non è l’atteggiamento passivo che hai adottato fino adesso che ti potrà aiutare in questa situazione. No, Silvia, per amore è lecito difendersi e difendere chi ami.
Certamente occorre del tempo per metabolizzare una separazione perché il senso di sicurezza e di stabilità che si vivono all’interno delle coppie che stanno insieme da tempo è molto difficile da abbandonare. Tanto tempo, quanto l’inganno dei ricordi suscita ancora emozioni. Per dimenticare del tutto è necessario resistere alla tentazione di voltarsi indietro ogni qualvolta la nostalgia delle emozioni torna a farsi sentire: è solo una illusione che fa dimenticare tutto quello che non andava bene in una relazione a favore dei momenti felici. Una specie di bugia che si continua a dirsi perché si ha paura di perdersi del tutto.

Ora Mario è in piena crisi perché vive il disagio tra ciò che ha lasciato (anche se è stato lasciato!) e la novità di un amore nuovo tutto da costruire. Sei tu che devi dargli sicurezza, forza e coraggio per compiere definitivamente la svolta a costo di dovere fare una scelta. O sceglie te, chiudendo definitivamente e letteralmente la porta alla ex moglie, o sceglie lei lasciando libera te. Forse una ennesima delusione per te, ma dal limbo in cui siete finiti non se ne esce in altro modo e intanto a soffrirne di più e inconsapevolmente è quella piccola creatura che non capisce più chi è la sua mamma (che non sempre è chi l’ha generata).

Saverio

Foto di copertina di Gerd Altmann da Pixabay

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Saverio Schirò
Saverio Schirò
Amministratore del Sito. Appassionato di Spiritualità e Teologia

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