Greta non è una CRETINA: è una giovane idealista che tenta di smuovere le coscienze

Greta Eleonora Thunberg Ernman è una ragazzina svedese di appena 16 anni che è diventata famosa per le sue battaglie ecologiche per lo sviluppo sostenibile contro il cambiamento climatico. È nota per le sue manifestazioni tenute davanti al Riksdag a Stoccolma, in Svezia, con lo slogan «sciopero scolastico per il clima».

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Se io fossi il padre di Greta (insultata da certi pseudo giornali di destra capeggiati da “Libero”, oltre che da qualche conoscente), non le direi che è una “GRETINA”, forse le direi che è una ingenua idealista, ma allo stesso tempo la inviterei ad andare avanti e a continuare la sua battaglia a favore dell’ambiente.
E’ vero, i voli intercontinentali continueranno a sorvolare gli oceani, malgrado lei abbia deciso (e convinto anche i genitori)  a non prenderli.
E’ vero, ci saranno sempre quelli che continueranno (condizionati da voci incontrollate provenienti anche da qualche addetto ai lavori) a non fare la differenziata perché convinti che alla fine si mischia il tutto.
E’ vero, ci saranno sempre coloro che lasceranno rifiuti nelle spiagge, che depositeranno mobili e frigoriferi lungo le strade. Le automobili continueranno ad aumentare a dismisura rilasciando monossido di carbonio, rendendo le nostre città sempre meno vivibili. I condizionatori d’aria troveranno spazio in ogni casa, anche in quelle dei cosi detti meno abbienti. Gli allevamenti intensivi continueranno a consumare enormi risorse idriche, con forte emissione di gas serra, mentre i paesi in via di sviluppo  continueranno a pompare gasolio per la produzione dei loro prodotti, mentre noi saremo invitati a consumare sempre di più, perché spinti da bisogni creati e  indotti artificiosamente dalla società dei consumi, secondo cui più si produce e si consuma e più sale il PIL.
Tutto vero e sarebbe inutile negarlo.

Quello che non mi convince è il motivo per cui si debba  apostrofare come “CRETINA” una ragazzina che ha deciso di non sottostare  alle dinamiche di uno sviluppo che molti scienziati  definiscono insostenibile.
Perché ritenere CRETINA una ragazzina che attraverso la sua testimonianza e (soprattutto) il suo esempio cerca di sensibilizzare i più giovani e renderli coscienti del rischio che corre il pianeta? In fondo sono loro, secondo le proiezioni non certo confortanti sul  futuro prossimo del clima, che dovranno confrontarsi con i cambiamenti climatici di cui già oggi si cominciano a delineare i possibili effetti. E chi, se non loro, con la loro ingenuità e mossi dalla spinta utopica tipica della loro età, si deve occupare di futuro? Dobbiamo assuefarci all’idea che tutti i nostri ragazzi rimarranno schiavi passivi della tecnologia? Dobbiamo assuefarci all’idea che i nostri giovani dovranno programmare il loro futuro attraverso i modelli veicolati dal ”Grande Fratello” o da “Uomini e Donne”? Che il miraggio di un provino, un milione di visualizzazioni o il culto della bellezza siano le scorciatoie più appropriate per avere successo?
Invece di apostrofare come CRETINA una povera “illusa”, sarebbe meglio interrogare la nostra coscienza e chiederci cosa facciamo noi per rendere migliore la piccola porzione di territorio che ci è stato concesso di abitare.
Quando, arrivando la sera a lavoro, spengo tutte le luci delle stanze rimaste accese, o i condizionatori che pompano area fredda in stanze non più frequentate di notte; o controllo se le luci dell’Emodinamica siano rimaste accese, o qualche cassetta del bagno che perde, non penso di definirmi un CRETINO, magari accetterò che qualcuno mi dica che sono un povero illuso, o un povero idealista, perché ci saranno altre  notti in cui le luci e i condizionatori rimarranno accesi e l’acqua continuerà a scorrere imperturbabile dalla cassetta del W.C.
Insomma perché illudersi? Perché disturbare il sonno di coloro che non sanno cosa sia il bene comune? Perché mettere in crisi quella disposizione d’animo che non conosce inquietudine, a coloro a cui tutto scivola addosso, come qualcosa che non gli appartiene?
In siciliano usiamo termini come: “Chi ta dari a vita”, “Pensa a saluti” (Cosa deve darti la vita? Pensa alla salute – la propria ovviamente!).

Non credo che Greta sia  così ingenua da pensare di poter salvare il mondo, vuole semplicemente fare la sua parte.  D’altronde, a quanto pare, nemmeno Dio può (o non vuole) farlo.

Giuseppe Compagno

Immagine di copertina: Di Anders Hellberg – Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=77270098

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Giuseppe Compagno
Giuseppe Compagno
Direttore della testata giornalistica di Ficarazzi - Villabate "Statale 113.it".

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