È giusto rimanere col marito che non amo più?

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divorzio1Buongiorno Saverio,
vorrei esporti la mia esperienza personale, che mi porta a vivere con inquietudine e profondi sensi di colpa.
Sono sposata ed ho tre bellissime creature che ho desiderato e fortemente voluto con tutta me stessa. Credevo di avere una vita ormai sana ed equilibrata da quando ho incontrato mio marito, dopo una disastrosa relazione precedente, e invece penso di avere vissuto solo di apparenze. Forse è meglio che mi spieghi…
Avevo 28 anni quando cambiando lavoro ho conosciuto mio marito.
Un amore molto delicato, molto cristiano … ciò di cui avevo bisogno e con la prima maternità la vera felicità.
Mi sono molto avvicinata alla Chiesa e alla preghiera e ho fatto servizio in parrocchia … ma ho sempre fatto molto fatica ad essere, la moglie e la mamma perfetta e per ultima anche la Cristiana perfetta.
La vita che conducevamo sembrava in apparenza meravigliosa e piena di belle esperienze, io però non sono mai stata sincera, non ho mai esposto il mio dubbio sul sentimento per mio marito che era cambiato dopo la nascita della prima figlia.
Cosa fosse successo non lo so, perché mio marito è sempre stato un uomo buonissimo, fedele ed innamorato. Però era come se non mi facesse sentire davvero importante: mancanza di attenzioni, sesso molto veloce, senza preliminari e senza post, poca passione insomma. Io, al contrario, sono sempre stata molto romantica e passionale. Succedeva che mi avvicinavo per un bacio del mattino o della sera e frequentemente venivo allontanata e non ho mai ben capito sinceramente il perché.
Comunque, ho riempito la mia vita con numerose attività in parrocchia e ad anche con il mio lavoro dove sono molto realizzata … le mie uniche felicità sono state le mie maternità …. e mi dispiace pensare che forse sono frutto di un riempimento di vuoto e desiderio di felicità. Comunque sono la cosa più bella che ho fatto nella mia vita.
Tutta questa fatica, tutto il mio male di vivere, le mie delusioni, le mie frustrazioni le scaricavo insieme ad una quantità indescrivibile di cibo nel Water o in qualsiasi posto mi trovassi se venivo presa da raptus di rabbia e di insoddisfazione personale. Nessuno si accorgeva di nulla ed io mantenevo un equilibrio apparente.
Ma era un equilibrio precario che si è rotto due anni fa quando ho incontrato una persona che con la sua tenerezza, la sua dolcezza mi ha profondamente messa in crisi.
Non sono riuscita a capire quale alchimia mi abbia presa … con lui sono stata sincera ed aperta sin dall’ inizio e sono stata me stessa. Le nostre anime si sono incontrate … avevamo storie simili … desiderio di essere amati e toccati dentro, aperti e romantici senza vergogna, senza particolari dimostrazioni, senza promesse di nessun tipo.
Abbiamo cercato di rinunziare, per un po’ abbiamo cercato di allontanare questo desiderio di vivere una relazione … ma non ci siamo riusciti.
A quel punto ho detto tutto a mio marito ed un mondo apparentemente bellissimo è crollato in un istante.
Mi sono improvvisamente ritrovata sola, non capita nemmeno dai miei genitori … nessuno mi ha teso la mano,  tutti mi hanno puntato il dito contro. Certo, neanch’io a volte riesco a perdonarmi e sono piena di sensi di colpa …. ma sono me stessa per la prima volta, amo e sono amata, e adoro essere amata così in modo evidente e romantico e non rinuncio a questo …

Donna Sola1Adesso vivo da sola in attesa di far sedimentare tutta questa situazione e ottenere la separazione legale. Ora sto bene, non vomito più, sono in pace, ho molta fede e prego assiduamente il Signore perché in cuor mio io credo che lui sappia veramente cosa ho passato fino ad oggi.
Mio marito vorrebbe dimostrarmi che ancora mi ama e non accetta di lasciarmi andare … io però non lo amo più o meglio il mio si è trasformato in amore fraterno e soffro a non poter vivere alcune occasioni con lui …a non potermi interessare della sua salute e dei suoi bisogni, che ora verrebbero scambiati per azioni che in qualche modo creano illusioni … Avrei voluto essere moglie a 360° ma come dimenticare che per 15 anni mio marito non si è mai preso davvero cura di me … non si è mai accorto del dolore che si poteva leggere nei miei occhi … nel portare avanti una situazione che si stava disfacendo … il focolare, la famiglia, i bambini tutto bello ma mai vissuto con entusiasmo con tenerezza con dolcezza, mai davvero alimentato e curato … scusami per lo sfogo…

Andiamo alla vera domanda: sarebbe stato giusto rimanere per amore dei figli pur avendo la consapevolezza di non amare più sponsalmente il marito, ma provare solo un profondo affetto per la vita trascorsa sino ad ora insieme? Rimanere con il rimpianto che forse avrei potuto essere migliore e sincera col rischio di vivere infelice, falsa e con il cuore straziato per non essere amata come ogni moglie dovrebbe essere?
Io continuo a pormi davanti a Dio e l’unica cosa che mi viene da dire è  “Signore, tu sai cosa c’è nel mio cuore … io amo e ho molto amore da dare … ho scoperto però che è anche molto bello ricevere e condividere … e non riesco più a farlo con la persona che ho scelto davanti a te”.
Non faccio più la comunione quando vado in Chiesa con i bambini o comunque nella mia parrocchia, ma a volte mi capita di avere un bisogno di ricevere l’eucarestia e allora vado in altre parrocchie, guardo il Cristo e chiedo che entri in me e mi faccia ritrovare la pace … pace che non ho mai avuto…
Ora mi chiedo fino a che punto sia giusto che altri decidano che non posso cibarmi del suo corpo per entrare in comunione con lui e ritrovare quella serenità, quella speranza e quella carità che solo lui può dare …. senza l’ Eucarestia c’è il rischio di trovare tanto freddo e il freddo non è accogliente … ci allontana … Gesù non vorrebbe questo ne sono sicura … leggo la Bibbia, leggo i Vangeli e scopro che sono la misericordia fatta persona … non ne ha bisogno chi vive in rettitudine ma chi sta cercando Dio, sta cercando la luce ….

                                         Lettera firmata

Carissima amica,
leggo con grande partecipazione la tua lettera e davvero mi rendo conto come è differente la vita reale che ognuno di noi vive, dalle fredde e distaccate clausole dei vincoli matrimoniali, legali e cristiani.
Personalmente penso che le regole siano necessarie per una corretta e serena convivenza tra gli uomini, però queste devono essere applicate ai singoli casi concreti, calati nella realtà delle persone che soffrono e sono lacerate nella loro coscienza. Proprio come te in questo momento.
Sappi che ti sono vicino perché capisco il disagio che stai vivendo.
amore cristianoAl di là delle carte bollate e dei Riti sacramentali, io sono convinto che il matrimonio, e soprattutto quello cristiano, sia basato sull’amore.  C’è matrimonio laddove c’è l’amore nella coppia. Senza, è solo un contratto, magari stipulato davanti alla Chiesa, ma sempre un contratto. O una consuetudine, come ancora siamo soliti fare nel nostro Paese cattolico. Se c’è l’amore, allora il vincolo viene consacrato dal Signore e sacramentalizzato dal Rito. “E i due diventano una sola carne“. E nessuno può scioglierlo o slegarlo.
Laddove c’è incomprensione, odio, violenza, indifferenza, in una parola non amore non possiamo parlare più di matrimonio. Ecco, questo è il mio pensiero.
Tutto ciò non risolve i problemi, però. Perché così come è difficile stabilire se un matrimonio venga celebrato tra due persone che si amano per davvero, allo stesso modo è difficilissimo stabilire se un amore è davvero finito o si è solo vittime di un capriccio momentaneo, di un momento di scoraggiamento, di una fase di crisi che potrebbe evolversi in nuove possibilità e così via.
Perché una cosa è l’amore vero e stabile e certamente più compassato, dopo 15 anni di matrimonio, e l’adrenalina e la passione trasgressiva dell’innamoramento che è tutto tranne amore. Quello, se c’è, si verifica dopo, quando la convivenza nella quotidianità affievolisce gli entusiasmi, acquieta gli ardori, si inserisce nei parametri routinari. Solo allora si può capire.
La clandestinità ed il senso di trasgressione che si vivono al presentarsi di una nuova occasione per risentirsi giovani, quasi adolescenti; la frenesia dell’attesa per gli appuntamenti; gli incontri sempre al top come presentazione (vestiti, trucco…), sono tutte componenti che alimentano la passione (sai quante persone passano così la loro vita tra consorti e amanti? Anni e anni, finché non si invecchia e si perdono gli interessi sessuali, perché alla fin fine è il sesso il motore di queste relazioni).
Troppo spesso, a casa, col coniuge ci trascuriamo, non stiamo attenti, non alimentiamo la pianticella dell’amore con tutte le cure che necessita. Magari le aspettiamo dal partner e rimaniamo delusi se non riceviamo quello che desideriamo, ma noi, noi abbiamo fatto il necessario? Se io mi aspetto che mia moglie mi desideri, faccio in modo da agevolarla? Mantengo un senso di fascino elevato, un residuo di segreto da conquistare, un atteggiamento intrigante? Oppure mi presento trasandato, barba incolta, distratto e superficiale?

La coppia è fatta di due persone ed entrambe devono costruire il castello dell’amore: due colonne un tetto: la famiglia.
Guarda che troppo spesso non è così. Ognuno si crea delle aspettative e si lamenta se vengono deluse, ma di fatto fa ben poco per l’altro. L’amore è dare e fare il bene dell’amato. E nel dare si riceve e si cresce insieme.
Detto questo ti inviterei a rifletterci sopra un po’ di più. Io sono molto liberale di solito, ma devo dire che dalle tue parole trapela un legame ancora molto forte per tuo marito e forse è un peccato perderlo. Lasciare andare via l’opportunità di un amore nuovo e forse appagante (ma fino a quando?) contro il legame sponsale cristiano e i figli e tutto il resto… non so davvero da che parte stare.
Quello che conta è scoprire il livello dell’amore col proprio coniuge, non quello attuale che è sicuramente in crisi, ma quello iniziale, e lo si fa percorrendo coi ricordi i primi momenti, i primi giorni dell’innamoramento, quando vi siete incontrati, scelti, amati. Tutto quello che si è provato allora.
Ripensa ai momenti iniziali del rapporto con tuo marito, ritorna col pensiero alle origini e se ci riesci, con l’assistenza dello Spirito Santo, fai un sincero discernimento per una scelta giusta.

Ciao e auguri.
Saverio Schirò

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Saverio Schirò
Saverio Schirò
Amministratore del Sito. Appassionato di Spiritualità e Teologia

11 COMMENTI

  1. Ciao, un ciao A TUTTI .. ho letto tutti i vostri commenti ..
    penso che sia anche questa una testimonianza.
    Anch’io come tanti non lavoro a questo punto dopo mesi e mesi, direi anni..
    cercare nel passato che cosa ho fatto .. e che cosa so fare non ha oramai nessuna importanza
    […] Ci siamo lasciati con il mio ex marito “sempre per il lavoro che io non trovavo e non trovo .. almeno a lungo termine, tutti contratti corti, stagionali”.
    […]Oggi ho un compagno che si è stabilito da me “ma non ne sono felice!”,
    L’attuale compagno lavora come operaio. Lo stipendio lo spende tutto nel vino e bar e nel gioco. Ha problemi di alcolismo che non ammette e ne lo ammetterà mai!…
    Non mi ha mai amata e considerata, ne l’ex marito ne l’attuale compagno, neanche la mia famiglia, ne mio fratello, ne cognata, ne mia sorella ..
    Sono sempre stata sola in tutti questi anni e quel compagno mi fa sentire ancora più sola!!!
    IL mio compagno lo chiamo così .. ma non lo è più .. io non lo sopporto più!!!
    Sono sempre stata sola neanche un’amica .. e senza un lavoro,
    Mi fa star male quando vedo le coppie per strada o in altre situazioni mi parlano delle loro famiglie attuali e di origine, dei loro lavori, perché penso che questa possibilità io non l’ho mai avuta.
    Non è più gelosia sta diventando invidia!!!
    una serie di disturbi tipici tra cui mangiare anche pane secco, come fosse la mia dipendenza il cibo, e l’aumento di peso compromette l’aumento di diabete smisurato. Non mi importa se morirò .. mio figlio ha già suo padre!!! Non sarà solo e poi avrà una sua famiglia ..
    Mi sento così male io che se stanno male tutti gli altri mi è totalmente indifferente.
    E’ triste vivere così.
    MI dispiaccio solo perchè non mi va di passare da codarda, perdente lo sono a prescindere, ma vigliacca no.
    LA VITA E’ UNO SCHIFO E’ dura triste squallida e mediocre!!!

    Leggi il commento completo: donna separata e sfiduciata dalla vita

    • Carissima Sonia, un commento molto amaro il tuo e capisco che per chi non vive una situazione come la tua è molto facile parlare. Posso solo ricordarti che a 55 anni la vita non è per niente finita e bisogna credere di più in se stessi altrimenti davvero nessuno crederà in noi. Non ti abbattere, recupera autostima a partire dalla salute e dall’aspetto fisico che dici di avere trascurato. Poi, quando torni a prendere la vita nelle tue mani, lascia quest’uomo perché la peggiore solitudine non è stare da soli ma non essere visti da chi ci sta accanto!

  2. Gentile Signore,
    Il passato non si cambia nel bene e nel male. O lei ad ogni nuova esperienza, sensazione, incontro, riesce solo a pensare a come la pensava/provava in passato?
    E possibile smettere di amare?SÌ. inutile richiamare sensazioni che non esistono più. Come se l’amore dovesse essere uno sforzo! L essere umano da quando nasce a quanudo muore è un essere in fieri. Il corpo cambia, il cervello muta e cresce fino a 25 anni pensi un po’ l esperienze di vita ci modificano..
    Però quando si parla di sentimenti, le aspetto meno razionale e controllabile dell’essere umano, lei pretende la stasi emotiva, un oercorso disumano per richiamare quello che non c è piu. Come un vecchio che si guarda allo specchio e pretende di vedere la propria gioventù immutata. C è chi ha la fortuna di amare per sempre ed essere amato da chi ha sposato. C è chi si trova a vivere un inferno. Quale consiglio più diabolico potrebbe dare se non accettare di vivere all’inferno? Come si fa ad amare se ci si arriva quasi ad odiare per il senso di fallimento e di astio, si anche di astio, verso la persona che abbiamo sposato ma che non rappresenta più quello che era? Ma come può solo pensare che i sentimenti siano qualcosa che va a comando in nome di uno status quo inutile che avvizzisce l anima e semmai imbruttisce la psiche? Chi propone l oblazione (categoria della psiche, è una nevrosi per la cronaca) la rinuncia al se per, in questo caso, mantenere una vita che non si vuole avere, per me, è un sadico. La vita è movimento, la natura è movimento, tutto si rigenera, anche Cristo (single) che cita abbinandolo poi solo alla chiesa cattolica, è dovuto morire per resuscitare. Ma lei chiede ad un umano di sopportare una vita ingiusta (mi raccomando non si chieda mai al marito di cambiare, ma solo alla donna di sopportare) in nome del non cambiamento e di un sentimento che non solo non c è piu ma che si è trasformato o si trasformera in rancore. LeI sa a cosa porta una scelta simile? Nel migliore dei casi a problemi psichici, malattie fisiche e sofferenza dei figli se ci sono. Nel peggiore, lo legge sulle cronache dei giornali. Chiedere di vivere nella frustrazione è orribile. Abbinare l idea che rivendicare una propria dignità cercando di avere una vita normale e ritrovare un senso in se stessi, sia sinonimo di non volersi impegnare fino in fondo è perfido. Una vita di mortificazione non è vita. Mi chiedo come si possa onorare un creatore, se poi il creato accetta a solo mortificazione e rinuncia. Complimenti.

  3. Certo che fare riferimento al cristianesimo per convincere che il matrimonio, istituzione medioevale, sia stato voluto da Gesù che per la vulgata è stato celibe e pure lontano dalla famiglia per anni… ci vuole un bel coraggio.
    Il cattolicesimo dimentica sempre ciò che disse Gesù stesso, senza bisogno della CHiesa ossia ama il tuo prossimo come te stesso.
    Peccato che in una situaizone di vita come quella descritta dalla signora sopra, l’individuo uscendone completamente mortificato come potrebbe dare amore se è evidente che non ami te stesso nella misura in cui accetti di vivere una situazione che provoca disagi? Ma dove sta scritto, dove, che l’amore se uno non ce l’ha più se lo debba “provocare” pur di mantenere uno status quo che inquina l’anima, aumenta rancori e infelicità? Che pena una vita del genere.
    Beato Gesù cristo che in assenza di una chiesa, ha fatto quello che riteneva più giusto e “umano”.
    Chi impone certe cose facendole passare per dottrina, è disumano. Come si fa a chiedere ad un umano di vivere contro natura, laddove la vera contro natura è vivere compressi, come dei robot che pur di mantenere dei rapporti che non esistono più si deve passare per l’oblazione. ma certo, bell’esempio per i figli che dà la madre…. un matrimonio perfetto basato sul sacrificio di una persona. Che pena!!!! ma dove è l’empatia umana?

    • Cara Peppina, devo dire francamente che non riesco a capire esattamente quello che vuoi dire. Tranne che sei contro il matrimonio cristiano, contro il cattolicesimo, contro la chiesa, il resto è un po’ farraginoso.
      Sarebbe interessante capire il tuo pensiero, chi sia “l’individuo che ne esce mortificato”, cosa significa “provocare l’amore”, cosa intendi per “giusto e umano” parlando di Gesù Cristo, quale dottrina sarebbe disumana e in cosa consista “vivere contro natura” e poi cosa c’entra l’empatia umana?
      Insomma tanta confusione che non aiuta a capire quale sia la tua posizione.

    • Carissima Paola, accetto il tuo commento ma ovviamente non lo condivido. Soprattutto perché mi sembra scritto più “con la pancia” che con la testa. Forse sei troppo coinvolta e vuoi difenderti e fare tacere la coscienza, tanto che vedo che non hai forse letto bene quello che ho scritto. Nessuna polemica, accetto l’opinione di chiunque. Ma sempre una opinione rimane. L’amore, quello vero, non è solo una questione di cuore e di sentimenti, è anche e soprattutto, una scelta consapevole che quando è autentica va anche contro i propri interessi. Il resto, quello che sembra che tu reclami come dovuto e doveroso, sembra semplicemente l’appagamento di un piacere, una soddisfazione, un diritto tutto personale: esattamente l’esatto contrario dell’amore.
      Grazie per avere scritto

  4. Buongiorno Saverio, be la tua risposta alla domanda della signora nn da una piega … Però la capisco. Tu hai ragione nel dire che può essere solo un fuoco di paglia ciò che sta vivendo la signora e di non buttare all’aria 15 anni di matrimonio… Ma se a prescindere sarebbe finita? È giusto rimanere insieme solo perché ” si deve rimanere insieme “? Per i figli ? Per apparenza ai parenti? E noi? Ciò che vogliamo sul serio dove sta?
    Io vivo una situazione simile sn sposata da 5 anni conosco mio marito da 8 anni e vi assicuro non era così all’inizio!!! Prima di sposarci ci stavamo lasciando… Forse dovevo carpire quel momento!!! Invece poi facemmo pace e ci sposammo felicemente!!! Poi a causa di del luogo dove abitiamo, in periferia mentre lui veniva da zone più centrali, sono cominciati i litigi, il suo lamentarsi di dove stiamo vivendo, lo stress tutte cose che mi hanno portato a far svanire un po tutto. E poi insulti a me ai miei che mi hanno comprato questa casa invece di ringraziare Dio….
    Una persona abbietta!!!! Irriconoscente !!!! E poi i nostri momenti intimi? Zero assoluto da agosto ormai … Vi pare normale? Io mi faccio in 4 e lui mi rinfaccia di pagare il mutuo da solo e pretende che lo paghino i miei. Io faccio ciò che posso ma guadagno 400€ al mese massimo e contribuisco a bollette e spesa e nido del piccolo!!! E agli altri fa vedere che va tutto bene ma niente va bene e se provi a parlarne lui dice che sono scema io è lui è solo stanco!!!
    Me ne andrei domani!!! Io so di valere molto più di lui, è lui che senza di me ritornerebbe da mamma perché non è in grado di fare un niente!!! Ringraziasse Dio di avere una che lo sopporta: me lo dicono tutti!!! Non credo di resistere a lungo perché in primo luogo in una coppia ci deve essere il rispetto!!! Ancora prima dell amore!!! E lui questo non lo ha. Gli piace sfoggiare la bella moglie la brava moglie la tuttofare… E tra di noi con me è un iceberg!!! No, io non sono così!!! Voglio essere di nuovo felice non necessariamente con un altro uomo ma felice con me stessa e mio figlio che è la mia vita !!!! Grazie

    • Carissima “Roma”, raccolgo il tuo legittimo sfogo, ma mi verrebbe di farti mille domande. Te ne faccio solo una: ma il fidanzamento, o quello che oggi può significare, a cosa è servito? DI solito prima di sposarsi occorre valutare benissimo se davvero amiamo quella persona, perché la convivenza presenta sempre delle difficoltà che solo l’amore (prima del rispetto) può coprire.
      Sposarsi è facile, ma vanno valutate le conseguenze di questa scelta determinante per il resto della nostra vita e per i figli che abbiamo messo al mondo. Sposarsi così, tanto per, perché “mi sembra che” tanto poi eventualmente ci lasciamo non è il Matrimonio Cristiano.
      Lo dico anche a te coma alla signora: se lo hai sposato forse lo hai anche amato, riscopri questo amore originario e se ci riesci tutto si può aggiustare. Auguri

  5. Ciao Saverio, vorrei aggiungere un mio commento al tuo che trovo molto saggio e corretto e che a rigor del vero ho attuato e mi ha aiutata a trovare la risposta … desidero testimoniare l’ amore e ho la consapevolezza e la certezza che l’ amore vero lo sto scoprendo ora …. non per attrazione fisica, non per clandestinità ma per un vero incontro di anime e un desiderio di costruire insieme una vita fatta di reale intimità e complicità da testimoniare tutta e se Dio lo vorrà anche in nome di Dio … ho fatto mio questo pensiero che desidero condividere con te : “L’amore non è un istinto umano, l’attrazione sì. Questa, come negli animali, cerca di espandere la specie umana mediante l’unione carnale. L’amore, invece, è una decisione dell’uomo, una possibilità enorme per costruirsi e costruire, per donarsi, per essere felice, per dare ragion d’essere alla sua vita e portarlo alla comunione piena con Dio, che è amore (1 Gv 4,8).” in questo mi ci ritrovo pienamente con la persona che sta al mio fianco ora, ho maturato con lei questa consapevolezza e non c’è voluto molto per capirlo è bastato essere se stessi, essersi messi a nudo l’uno di fronte all’ altra, ognuno con i propri desideri e con le proprie miserie e con tanta voglia di ricominciare da li …. da dove si è falliti … dalla promessa. Grazie Saverio.

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