Tra dolori e speranze, ciao 2015

Ed eccoci qui, nuovamente pronti a che l’anno vecchio lasci il passo al nuovo anno.
Quanto da ricordare in questo 2015, tanto rimasto tra i nostri pensieri. Abbiamo ascoltato della guerra, con la speranza dei rifugiati in cerca di una vita migliore. Il perdurare della crisi economica per la quale qualcuno, cedendo alla debolezza, ha rinunciato a lottare. L’attacco a Charlie Hebdo contro ogni libertà di pensiero e di espressione. Il terremoto in Nepal e la devastazione per ciò che ha portato con sé. Abbiamo visto “l’arcobaleno” di chi ha voluto sostenere i diritti dei legami tra persone dello stesso sesso, la continua lotta al terrorismo dell’Isis e gli occhi disillusi dei bambini soldato.
Tante le vittime della crudeltà dell’uomo!
Come non ricordare in particolare gli attentati di Parigi, la lettera di Antoine Leiris, marito di una giovane donna tra le vittime del Bataclan, suona come un grido di speranza ed un inno alla libertà. Antoine si rivolge agli assassini della moglie nella sue parole: “Voi siete anime morte. Se questo Dio per il quale ciecamente uccidete ci ha fatti a sua immagine, ogni pallottola nel corpo di mia moglie sarà stata una ferita nel suo cuore. Non avrete il mio odio”…
Io mi sono chiesta come sia possibile non odiare chi ti ha portato via un bene così grande? Lascia un bimbo di poco più di un anno questa giovane donna, crescerà senza la sua mamma, perché la cattiveria dell’uomo ha deciso così!
bimbi_immigratiOgni vittima di guerra, ogni bimbo che in qualche modo porta su di sé una “cicatrice”, è un peso troppo grande per chi resta a guardare! Il corpicino di Aylan, il bimbo siriano scappato dalla guerra, disteso in riva al mare a faccia in giù quasi come dormisse, è diventato il simbolo della disperazione degli emigranti. Il “bambino dalla maglietta rossa” è rimasto nel cuore di tanti: un bimbo di soli tre anni fuggito dalla guerra del suo paese nel desiderio di un futuro, ha lasciato ad arenare i suoi sogni su quella spiaggia. Ad oggi sono circa 700 le “piccole” vittime del Mediterraneo nel loro viaggio verso la speranza.
Come un bimbo che cade a volte giocando, corre in fretta dalla sua mamma nella convinzione che unmamma-e-bambino-600x320 piccolo bacio possa dargli un po’ di sollievo, poi va via felice per tornare a giocare. Il suo dolore è ormai dimenticato! Sarebbe bello lasciar credere ad ogni bambino che basti un piccolo gesto d’amore per guarire qualsiasi ferita, l’amore che è l’unica forza in grado di vincere qualunque battaglia.
L’amore misericordioso di Dio non abbandona mai chi lo cerca con cuore sincero, l’apertura della Porta Santa ne è il segno, un segno di speranza nella tristezza dei nostri tempi. Il tempo del grande perdono perchè “La Misericordia di Dio è una carezza sulle ferite dei nostri peccati”, una tenera carezza sul cuore di chi soffre.

Ma eccoci giunti alle nostre bollicine: quanti sogni, quante aspettative, quel conto alla rovescia così carico di entusiasmo. L’anno vecchio che ci saluta affettuosamente lasciando con noi tutto ciò che ci ha regalato: i momenti gioiosi, le occasioni mancate, le parole ben spese ed anche quelle che avremmo potuto evitare; le scelte sbagliate e quelle che a volte ci hanno cambiato la vita. Qualcuno ci ha lasciato, qualcuno si è allontanato per scelta o per necessità. Tornare indietro non è concesso è importante però riuscire a fare degli errori commessi la nostra grande risorsa e soprattutto chiedere a Dio di ricevere la capacità di accettare ciò che comunque non possiamo cambiare.
Due amiciAllora tanti auguri a tutti perché possa essere un anno migliore. Forse non accadrà nulla o magari qualcosa cambierà, anche se a volte può non piacerci, ma questa è la vita. Il rinnovamento del cuore è l’augurio più grande che possiamo farci, perché l’unica possibilità per ricominciare è cominciare a perdonare, magari iniziando proprio da noi stessi.
Vivere ogni giorno come un dono, condividere quanto più possibile con chi per noi è importante per dare un senso così al tempo che scorre. Un abbraccio non cancella i problemi, dura un attimo, ma vive per sempre nei ricordi di chi lo riceve.

Tiziana D’Antoni

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