Se ti chiedo molto in amore, è perché per me vali molto. Se non ti chiedo nulla, forse per me…

Sembra una contraddizione dal momento che non si fa che dire che amare significa donare, fare il bene dell’altro, fare stare bene l’altro e cose del genere. Tutto vero, ma c’è un ma grande quanto una casa. Se non viene accolto, l’amore cade nel nulla. Cioè possiamo parlare d’amore nella misura in cui l’altro accoglie il mio sentimento. Altrimenti quello che io provo risulta vano. Un sentimento tutto interiore, al limite illusorio. Ogni espressione di amore esige, dunque, una risposta.
Ora, la misura di questa risposta proporziona, secondo me, il livello della relazione. Se do molto in amore, in qualche modo attendo una risposta adeguata. Non in termini di quantità, perché la capacità di amare non si può quantificare. Ma in termini di qualità.
Qua entriamo in un campo molto personale che lascia ampio spazio alla sensibilità personale di ciascuno. Anzi la capacità, o almeno il tentativo di leggere i bisogni dell’amato fa parte di questa attenzione che dovrebbe essere connaturale a chi ama.
Molto spesso, invece, vediamo coppie sbilanciate perché uno da e l’altro riceve come se gli fosse dovuto, senza quel senso di riconoscenza che significa che ha notato il gesto e ne è grato. Superficialità molto comune in tante coppie, che poi vanno in crisi alla prima attenzione che ricevono da qualcun altro.
A ben guardare, anche Gesù nel Vangelo reclama questo tipo di amore esigente. Cito a memoria: “Se il vostro amore non supera quello degli scribi e dei farisei….“; “Se amate di più il padre, la madre, i figli più di me, non siete degni me“; “Amatevi come io ho amato voi“, cioè fino alla fine…. e via di questo passo.
E’ facile riempirsi la bocca di parole d’amore e poi non farle seguire dai gesti. Un gesto dice molto di più di ogni parola, e invece spesso i gesti si dimenticano e quando hai bisogno di essere ascoltato, abbracciato, consolato, ecco che l’altro si distrae e giorno dopo giorno le delusioni aumentano e ad una delusione difficilmente si può porre rimedio.

Saverio Schirò

 

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