L’amore, questo sconosciuto

Tutti parliamo d'amore: ma chi lo conosce per davvero? Abbiamo una idea vaga se proviamo a definirlo, ma nel contempo sappiamo perfettamente cosa vorremmo che fosse. Ma questo sogni sono davvero i nostri?

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Ieri sera sono stato in ospedale per una urgenza. Una vecchietta di 90 anni con l’infarto acuto. Si è ripresa. Durante l’angioplastica invocava l’aiuto del marito. Tenera.
Ovviamente il marito è morto chissà da quanto tempo. Di solito, in casi come questo, si chiama sempre la mamma. Lei il marito. Mah, chissà che relazione c’era tra i due.  E pensavo a questa donna. Che vita avrà vissuto, quali esperienze, gioie, dolori….
Lo stato sociale popolare me la fa immaginare come tanti nella sua stessa condizione: tirare a campare, crescere i figli, niente viaggi, cinema, serate in pizzeria. Ai suoi tempi non credo fossero comuni questi svaghi, specie per le fasce più povere.
Anche i sentimenti si vivevano in un altro modo. E si manifestavano in un altro modo. Il sesso una routine, baci. … scordali, tenerezze poche e solo in privato. Un altro modo di vivere anche la coppia, insomma.
Mi ha fatto impressione quando alcuni mesi fa ho letto che il matrimonio per amore è una conquista dei tempi moderni (si intende un secolo o poco più, cioè recentissima in confronto all’esistenza della vita!). Prima, ci si sposava per un accordo tra le famiglie, senza amore e talvolta neppure conoscenza tra i futuri coniugi. E tutt’ora avviene così in molte culture africane e orientali.
E mi chiedevo se queste persone avessero sentimenti d’amore e per chi, visto che non era detto che lo provassero per il coniuge. Anzi spesso, in queste relazioni, la donna era considerata un oggetto. Né più né meno. Pagata con un prezzo di riscatto e trattata alla stregua di un animale domestico.
Così per esempio al tempo di Gesù. Ma questi ragazzi e queste bambine  (perché venivano date in spose a 12 anni!) che ne facevano dei loro sentimenti? Perché dovevano pur averli. Non potevano innamorarsi di qualcuno? O l’innamoramento è una invenzione dei tempi moderni? Non credo proprio.
Alla luce di queste consuetudini matrimoniali, ecco che le stesse parole del Vangelo sull’amore, la fedeltà, il desiderio di un’altra donna, l’adulterio e l’indissolubilità del matrimonio acquistano connotazioni e riflessioni completamente differenti.
Ecco, oggi tutto è cambiato, ma non so bene fino a che punto secondo la natura o secondo un orientamento dettato dalla società secondo esigenze di tipo economico. Certo, ci si sposa per scelta e per amore, ma cosa esattamente significhi questa parola è un po’ complicato spiegarlo. Spesso sono i film, le canzoni, i programmi televisivi a dettare lo stile di vita da assumere per essere felici. Una meta, un obbiettivo da raggiungere, un percorso da affrontare per raggiungere il livello di vita dei nostri sogni.
Per cominciare, una bella casa, una grande macchina luccicante ed efficente, un lavoro soddisfacente ed appagante. Un marito ed una moglie sempre giovani, belli, atletici, disponibili e accondiscendenti e soprattutto sempre innamorati.
Una famiglia perfetta con i figli obbedienti e realizzati.
In pratica una condanna all’infelicita! Perché la vita è un’altra cosa e ciascuno di noi può essere felice solo a modo suo e non come chiunque altro può proporgli. Ma noi ci inganniamo da soli e piuttosto che cercare la nostra strada percorriamo sentieri battuti e disegnati da altri che alla fine ci porteranno nel nulla della insoddisfazione perenne perché non erano le nostre strade.
Ma cercare se stessi, scoprire chi siamo e cosa vogliamo costa fatica ed allora si preferisce delegare a chi ci confeziona perfino i sogni perché i nostri, quelli che ci appartengono neppure li conosciamo.
Saverio Schirò

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Saverio Schirò
Saverio Schirò
Amministratore del Sito. Appassionato di Spiritualità e Teologia

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