Il termine Vangelo è davvero molto familiare a ciascuno di noi. E pressoché tutti conoscono il suo significato: buona novella, la buona notizia, il lieto messaggio. Qualcosa di buono insomma, ma soprattutto qualcosa di nuovo. Questo messaggio ci è stato “dato” da Gesù Cristo. Ho sottolineato il termine dato perché il Vangelo propriamente detto è la vita di Gesù, la sua morte e la sua resurrezione piuttosto che semplicemente la Parola che a noi è stata trasmessa attraverso gli scritti e che giustamente viene chiamata Sacra Scrittura.
Questo bisogna che sia chiaro: tra la vita reale, storica, concreta di Gesù di Nazareth e la sacra Scrittura vi è un salto notevole. Per prima cosa, nessuno di coloro che ha scritto i Vangeli ha conosciuto Gesù di persona. Per cui tutti gli episodi raccontati e i discorsi e gli insegnamenti riferiti, non sono opera di testimoni oculari. Per di più, tra la morte di Gesù ed i primi scritti organizzati sono passati da un minimo di 15 anni (ma la critica ritiene almeno il doppio!) fino a circa 70 anni.
Bisogna considerare almeno dai quattro ai sei passaggi:
Gesù -> Apostoli (Predicatori) -> Primi scritti (fonti) -> Vangeli Orginali -> Testo critico -> Traduzioni Attuali.

Ad ogni passaggio c’è stata una interpretazione, il che significa che ognuno ha trasmesso quello che ha capito e quello che riteneva importante nel momento storico e sociale in cui viveva.
Per fare un esempio, immaginate di mettere per iscritto con appunti, quello che vostro padre vi ha raccontato in tanti anni (aneddoti, episodi, racconti…) riguardo la vita di suo padre (vostro nonno) che voi non avete conosciuto. L’uomo è esistito per davvero ma ciò che ha detto ed ha fatto non sarà mai corrispondente al racconto scritto, né le stesse parole e neppure gli stessi fatti. È ovvio. Infatti, se un altro parente mette per iscritto gli stessi racconti il resoconto sarà simile ma certamente non lo stesso: uno conosce un episodio che l’altro non sa; uno ritiene importante una frase e la cita, l’altro racconta in maniera diversa lo stesso episodio perché la sua fonte ricordava male… E così via.
Ebbene: così sono i nostri Vangeli!
Sì, ma i Vangeli sono ispirati dallo Spirito Santo, si obietterà. Giustissimo. Ma in cosa consista esattamente questa Ispirazione non è tanto facile mettersi d’accordo.
Primo: dato che sono riconosciuti diversi passaggi dal Gesù della storia al Vangelo che abbiamo in mano, a che livello si è manifestata l’Ispirazione? Sono stati ispirati gli apostoli predicatori? Coloro che hanno redatto le prime fonti scritte?  Gli evangelisti? I copisti che hanno trasmesso gli scritti originali? Gli studiosi che hanno dovuto discernere tra le migliaia di “testimoni del testo” la versione più conforme all’ipotetico originale? O infine i traduttori dal greco alle varie lingue della versione “critica definitiva”?
Tutti, potremmo pensare. O nessuno, se consideriamo gli infiniti errori commessi a questo e a quel livello. Fermiamoci un attimo.
Altra domanda: L’ispirazione esattamente cosa riguarda? I resoconti esatti, il messaggio spirituale, le parole del maestro, il racconto dei fatti (miracoli compresi)? O che altro?
Come vedete il tutto è abbastanza confuso ed incerto.
Ora, considerando le enormi differenze da un Vangelo ed un altro, per esempio Matteo ritiene che Giuseppe e Maria siano originari di Betlemme e solo dopo si sarebbero recati a Nazareth per paura, mentre Luca sostiene che i due genitori siano di Nazareth e si sono recati a Betlemme per via del censimento; al momento della resurrezione c’è chi parla di due angeli al sepolcro, chi di uno solo, chi di nessuno; secondo Luca, dopo la resurrezione gli apostoli sarebbero rimasti a Gerusalemme mentre Matteo sostiene che siano tornati in Galilea; solo Giovanni parla della resurrezione di Lazzaro (che è un fatto eclatante) e solo lui parla delle nozze di Cana. E tutta una serie di episodi raccontati o taciuti; discorsi di Gesù riferiti da uno solo degli evangelisti; parole di Gesù che nessuno può avere ascoltato, come nell’episodio dei Getsemani, o perché dette privatamente, come nel colloquio con Nicodemo, con la samaritana, sulla croce col buon ladrone e così via. Si capisce insomma che l’aggancio tra il Gesù storico e il Cristo della fede è abbastanza debole. D’altronde nessuno (escludendo Luca che afferma esplicitamente di avere fatto delle indagini accurate per esporre in maniera ordinata il resoconto delle sue ricerche – ma in realtà neppure lui è preciso nel resoconto, tutt’altro!) ha mostrato interesse a riportare una biografia come noi la intendiamo: lo scopo era tutt’altro e diverso da ognuno degli evangelisti.
Allora è facile pensare che la motivazione dei Vangeli scritti e di conseguenza l’Ispirazione siano legati solo al messaggio spirituale che la sacra Scrittura vuole trasmettere.
Questo cambia moltissimo il modo di leggere, interpretare e applicare il messaggio evangelico alla vita di ciascuno di noi. Per questo è fondamentale riuscire ad entrare in sintonia con la Buona Novella comprendendo o meglio estrapolandola dal contesto particolare di chi l’ha scritto tenendo conto della sua personalità, delle credenze del suo ambiente, dei destinatari immediati del suo messaggio. Perché è chiaro che coloro che hanno scritto non pensavano che le loro opere sarebbero giunte fino a noi, in tempi così lontani. Il loro intento ed il loro insegnamento era diretto alle comunità cristiane nelle quali loro vivevano a quei tempi.
Se vogliamo capire il Vangelo ed accedere al messaggio spirituale, alla Rivelazione lì contenuta, è semplice: basta prenderlo in mano e leggerlo cercando di entrare in sintonia con esso, con cuore semplice e aperto lasciandoci guidare dallo Spirito Santo.

Bible-ReadingSe invece vogliamo saperne di più per trarne una regola di vita, allora dobbiamo conoscere meglio tutto il suo contorno e purificare ciò che è spirituale da ciò che è contingente e temporaneo. È quello che ha fatto la Chiesa per noi nel corso di questi due millenni, ma sfortunatamente i risultati non sono stati sempre impeccabili. Ora siamo nel terzo millennio e qualcuno mostra il desiderio di capire come stanno le cose per davvero e vuole capire il Vangelo con coraggio e spirito di Verità: questa è la sfida e da qui comincia l’avventura.

Se ne avete voglia seguitemi. Cercherò di spiegare in modo semplice e diretto quello che ho capito io, ma vi dico fin d’ora che non sempre le conclusioni saranno allineate con quello che vi hanno finora insegnato: se avete paura di mettere in discussione le verità che da sempre avete ascoltato allora il discorso finisce qui, ma se avete il cuore e la mente aperti alla libertà  e siete alla ricerca della Verità che ci farà liberi, allora…

Saverio Schirò

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