Il Vangelo spiegato in modo semplice
I discepoli di Emmaus

Gesù ci accompagna nel cammino della vita, per riconoscerlo occorre aprire gli occhi del cuore.

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L’episodio raccontato dall’evangelista Luca ha una connotazione fortemente simbolica. Il resoconto dei discepoli di Emmaus è una esperienza che non sappiamo se sia mai accaduta realmente ma che insegna comunque una verità che riguarda tutti noi, anche oggi.

I due discepoli che tornano alla loro casa delusi perché le aspettative che avevano posto sull’uomo Gesù erano state disattese: non li ha liberati dalla schiavitù come avevano pensato e sperato ma è morto, in modo addirittura vergognoso. Le testimonianze delle donne che dichiaravano di non avevano trovato il corpo del Maestro nella tomba non avevano alcun valore. Per loro le donne non hanno voce in capitolo! 

Non siamo forse noi tutti rappresentati in quei due discepoli? Quando ci creiamo delle aspettative su uomini, traguardi terreni come la ricchezza, il prestigio, le soddisfazioni e poi la vita ci schiaffeggia con la sua ineluttabilità? Insuccesso, tradimenti delle persone sulle quali ponevamo speranza, lutti, malattie ed ecco che tutte le nostre illusioni crollano.
E torniamo indietro senza sapere cosa ci resta da fare.
Eppure, durante il nostro cammino nella vita avevamo già tutti i segnali che ci indicavano dove si trovano i veri valori, Dio era già presente e noi non siamo stati capaci di riconoscerlo. Neppure quando Egli personalmente si fa compagno del nostro viaggio!
Siamo impediti dalle nostre stesse convinzioni, dai pregiudizi e soprattutto dalla nostra incapacità di amare veramente. Infatti, è solo allo spezzare del pane, cioè al momento della Eucarestia che gli occhi dei due discepoli si aprono e riconoscono Gesù. Ma non si tratta di perpetuare un culto, quanto piuttosto di andare alla radice di quel che significa quel gesto: nella sua ultima cena, Gesù mostra ai discepoli quale è l’unica via che li può mantenere uniti a Lui e tra di loro, per questo si chiama “comunione”: è la via dell’amore. L’amore che diventa donazione di sé, donazione che arriva fino al costo della vita. 

Ecco il messaggio: solo nella misura in cui riusciamo a donare amore gli uni gli altri potremo riconoscere che Gesù ci è compagno di cammino nella vita, e senza vederlo ne sentiremo la presenza che ci darà la forza e l’entusiasmo di andare avanti e di condividere con gli altri la nostra esperienza.

Dal Vangelo secondo Luca 24, 13-35

Ed ecco in quello stesso giorno due di loro erano in cammino per un villaggio distante
circa sette miglia da Gerusalemme, di nome Emmaus, e conversavano di tutto quello che era accaduto.
Mentre discorrevano e discutevano insieme, Gesù in persona si accostò e camminava con
loro. Ma i loro occhi erano incapaci di riconoscerlo. Ed egli disse loro: «Che sono questi
discorsi che state facendo fra voi durante il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli disse: «Tu solo sei così forestiero in Gerusalemme da non  sapere ciò che vi è accaduto in questi giorni?».
Domandò: «Che cosa?». Gli risposero: «Tutto ciò che riguarda
Gesù Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i sommi sacerdoti e i nostri capi lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e poi l’hanno crocifisso. Noi speravamo che fosse lui a liberare Israele; con tutto ciò son passati tre
giorni da quando queste cose sono accadute.
Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti;
recatesi al mattino al sepolcro e non avendo trovato il suo corpo, son venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati al sepolcro e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto».
Ed egli disse loro: «Sciocchi e tardi di cuore nel credere alla parola dei profeti! Non
bisognava che il Cristo sopportasse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?».
E cominciando da Mosè e da tutti i profeti spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si
riferiva a lui.

Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi perché si fa sera e il giorno già volge al
declino». Egli entrò per rimanere con loro.
Quando fu a tavola con loro, prese il pane, disse la benedizione, lo spezzò e lo diede loro.
Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma lui sparì dalla loro vista. Ed essi
si dissero l’un l’altro: «Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?».
E partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli
Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone». Essi poi riferirono ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

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Saverio Schirò
Saverio Schirò
Amministratore del Sito. Appassionato di Spiritualità e Teologia

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