Impianto di un pacemaker

Saverio Schirò

Saverio Schirò

Amministratore del Sito. Appassionato di Spiritualità e Teologia

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4 Responses

  1. alessandro scrive:

    Gentilissimo Saverio,
    complimenti per questo articolo che è poi diventato un’interessante rubrica, direi.
    Mi occupo di valutazioni di esposizione umana agli agenti fisici, tra cui i campi elettromagnetici, e sono particolarmente interessato, per ragioni professionali, al punto 6 della sua risposta (“Cosa posso usare e cosa devo evitare?”). Nello specifico mi interesserebbe sapere quali fonti di letteratura leggere per approfondire il tema. Se possibile le chiederei di farmi sapere quali sono le fonti da cui ha tratto la risposta (manuali dei pacemaker, articoli su riviste specializzate, ..).
    Molte grazie e un saluto cordiale.
    Alessandro

    • Saverio Schirò Saverio Schirò scrive:

      Grazie per i complimenti, Alessandro,
      sono contento di essere utile con i miei articoli, specie a coloro che dovendosi sottoporre all’impianto, devono convivere con questi “aggeggi” tecnologici di cui sanno così poco.
      Bene, per quello che riguarda la tua richiesta, hai detto bene, ovviamente le fonti sono proprio quelle: gli opuscoli informativi che vengono dati ai pazienti; i manuali tecnici che accompagnano ogni pacemaker; le pubblicazioni che circolano nel nostro ambiente, riviste scientifiche e manuali di elettrofisiologia ed elettrostimolazione. Ma questo a volte non basta, perché è un sapere fluido, in continuo divenire, e per questo a volte dobbiamo confrontarci con gli ingegneri delle aziende produttrici di pacemaker per aggiornamenti e casistiche particolari.
      Grazie per avere scritto e resto a disposizione per ulteriori chiarimenti
      Saverio Schirò

  2. Marius scrive:

    Spett.ssimo Saverio Schirò, mi chiamo Marius abito a Roma, il 7 febbrario 2014, sono stato sottoposto a studio elettrofisiologico che ha messo in evidenza un disturbo di conduzione AV sottohissiano. Un massaggio del seno carotideo risultava inoltre positivo per pausa sistolica di 4.9 sec, sincopale. Per tale motivo sono stato sottoposto nella stessa seduta ad impianto di PMK bicamerale MRI-compatibile (Medtronic EN1DR01) con inserimento di elettrocateteri atriale e ventricolare destro a vite retraibile tramite vena cefalica sinistra in assenza di complicanze peri post procedurali. Sono stato dimesso il 9 febbraio 2014, dopo controllo Rx torace, e con indicazione a periodici controlli clinici-cardiologici e del device. Le mie domande: quanto e affidabile questo tipo di pacemaker?
    E di qualità? Quanto può costare? Ormai sono passati oltre 20 gg., ma sento un po’ di dolore dentro la ferita, ossia sento l’impianto del pacemaker che spinge dentro la carne, è normale o mi debbo preoccupare?
    Dopo quanto tempo posso portare la macchina, la mia è con il cambio automatico?

    • Saverio Schirò Saverio Schirò scrive:

      Carissimo Marius, stia tranquillo, il suo pacemaker è affidabilissimo, come tutti. I pacemaker vengono controllati affinché garantiscano una efficacia ed una efficienza assoluta. Sulla qualità non ci sono dubbi, la Medtronic è una multinazionale tra le prime al mondo come produzione di device per l’elettrostimolazione e non solo ed il pacemaker che le è stato impiantato è davvero di ultima generazione, tanto ultima che non conosco ancora quanto costi.
      Per i disturbi di cui mi parla, deve avere pazienza, sono normalissimi a patto che non ci siano arrossamenti o rigonfiamenti esagerati nella sede dell’impianto.
      Per guidare mi sembra ancora presto. Meglio sarebbe aspettare la prima visita di controllo che le sarà stata già prenotata (di solito nel giro di un paio di mesi dall’impianto).
      Auguri e grazie per avere scritto.

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