Divorziati e risposati, perché no e quando sì alla Comunione

Saverio Schirò

Saverio Schirò

Amministratore del Sito. Appassionato di Spiritualità e Teologia

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25 Responses

  1. marcello scrive:

    salve sono marcello,. e vorrei esporre un mio quesito.
    sono divorziato da 7 anni ho due figli michele 27 e fabiana 22 che sono andati a vivere con la mamma , uno ha sposato
    il 31 settembre , ma sono nel mio cuore come sempre !! io non convivo con nessuno ma sento il desiderio di
    fare la comunione e quando vado in chiesa , mi scendono le lacrime perché mi sento in colpa ,vorrei sapere cosa posso fare per essere in pace con me stesso e col signore nostro Dio.. sento che mi succede di tutto mi va tutto storto, vorrei ssapere come fare per essere felice ancora con una donna , e soprattutto se la parola (Amore) vale anche per noi che abbiamo sbagliato forse più deglia altri… grazie

    • Saverio Schirò Saverio Schirò scrive:

      Caro Marcello, comincio col dirti con le parole del Vangelo che davanti a Dio siamo tutti peccatori, ma non per questo il Signore ci ha voltato le spalle; anzi proprio per rimediare a questa nostra debolezza “costituzionale” ha pagato con la sua vita. Siamo dunque peccatori sì, ma perdonati in forza del suo amore. Per questo la pace che il Signore ci ha donato è già a portata di mano basta accoglierla nel proprio cuore.
      Detto questo, dimentica il senso di colpa che non serve a niente e rientra in te vivendo pienamente la dimensione spirituale che solo il Signore Gesù può donarti.
      Da parte tua accostati con cuore umile alla santa Eucarestia e ricevine tutto il frutto che Egli può donarti.
      Potrai ricevere un ulteriore conforto se ti accosti al sacramento della Riconciliazione. dove potrai sentire con le tue orecchie il perdono accogliente del Signore.
      Auguri.

  2. Evelyn Bruno scrive:

    Salve, il mio compagno si è sposato con la prima moglie in chiesa, il matrimonio è durato poco perchè non sarebbe nemmeno dovuto cominciare, poi ha conosciuto un’altra con la quale ha avuto 2 figli dopodichè si è sposato con questa per i figli in comune. Dopo 15 anni si è separato anche dalla seconda moglie per altri problemi e tradimenti da parte di lei e stà aspettando di avere i soldi per avviare il divorzio, ovviamente continuando a mantenere i figli. Nel frattempo la prima moglie è venuta a mancare due anni fà. Lui voleva sapere se mai si potesse sposare con me in chiesa e se sì, quanto tempo dovrebbe aspettare. Attendo una sua risposta. Grazie

    • Saverio Schirò Saverio Schirò scrive:

      Cara Evelyn, devo confessarti che non saprei cosa risponderti perché non sono un canonista. Però mi chiedo e ti chiedo: perché non chiedere informazioni al parroco della chiesa che frequenti tutte le domeniche?
      Il matrimonio cristiano prima di essere un atto giuridico è regolato da precise predisposizioni morali. Appunto l’essere cristiani che include la frequenza assidua e costante dei sacramenti (primo fra tutti la santa Eucarestia della celebrazione domenicale) e l’adesione piena e consapevole al concetto sacramentale del matrimonio. Con queste premesse da parte di entrambi, se ne può discutere, ma senza, si rischia di volere celebrare solo un Rito esteriore quanto inutile. Riflettici bene alla luce dei trascorsi del tuo compagno.

  3. Giovanni scrive:

    Carissimo Saverio, grazie ancora per la sua risposta. Vorrei, in coscienza, dirle solamente questo: é vero che quando ho sposato mia moglie pensavo di amarla, ma é vero anche che una persona che nasconde al proprio marito delle cose molto importanti, e non sono da poco, significa mentire sopratutto davanti a Dio oltre che a me stesso. Se lei, nella sua coscienza, ammettesse tutte le menzogne che mi ha nascosto da quando ci siamo conosciuti, allora potrebbe lasciarmi libero… libero, se Dio vorrà, di rifarmi una mia vita, di avere accanto una persona che non ti nasconde niente e che sopratutto ha dei valori e crede veramente nel matrimonio, quello vero, perché ho il dubbio che lei mi abbia sposato solo per rimediare al fatto che aspettavamo nostro figlio. Credo di avere il sacrosanto diritto di rifarmi una vita e pensare sopratutto al bene di mio figlio, perché cresca con i giusti valori e i princìpi che mi sono stati insegnati dai miei genitori. Sono un peccatore come tanti, questo é vero, ma in tutta onestà e considerata anche la mia età, non mi sembra “giusto” che io, e sopratutto mio figlio, paghiamo le conseguenze di una persona che conduce una vita deviata. Non lo trovo giusto! In ogni caso sto procedendo per la richiesta di nullità, e in tutta onestà spero e mi auguro che ci siano i presupposti perché il matrimonio sia reso nullo. Grazie ancora. Giovanni

  4. Giovanni scrive:

    Salve. Io vivo in una situazione assurda. Sono ancora legalmente sposato in chiesa, e quindi civilmente perchè avevamo scelto il matrimonio concordatario, e ho un figlio ancora minorenne. Ho appena scoperto che mia moglie mi tradisce da tempo con una persona e con questa hanno deviazioni sessuali (fanno sesso con altre persone e porcherie varie che non oso commentare). Ho delle persone che possono testimoniare ed ora io mi sto attivando per chiedere non solo la nullità del matrimonio, ma anche la separazione con addebito. Io non conosco il passato di mia moglie, ma lei mi ha mentito moltissime volte sul suo passato e ha distrutto la nostra famiglia. Lei vive in un altra regione e si è portato via, con l’inganno mio figlio. Io credo in Dio, e ho fatto nella mia vita dei percorsi di fede, e ora mi sto ponendo il dubbio se posso fare la comunione o no, dal momento che se anche ancora le procedure per la separazione e l’annullamento non sono iniziate, viviamo separati. Io non ho nessuna relazione e non convivo con altre persone, e in questo momento sto pensando solo al bene di mio figlio e richiederne l’affidamento, per crescerlo ed educarlo nei valori in cui io stesso credo, ma mi sento male al pensiero che, anche se ogni domenica vado a messa, non sto facendo la comunione. Mi può aiutare? Grazie. Giovanni

    • Saverio Schirò Saverio Schirò scrive:

      Carissimo Giovanni, partecipo del tuo dolore e della tua delusione: non c’è nulla da aggiungere tranne che, per quanto triste, questa tua esperienza la fanno moltissime altre persone.
      Allo stato attuale, a prescindere dalle separazioni o annullamenti del vincolo matrimoniale, posso dirti in tutta tranquillità che dal momento che non vivi altre relazioni, non c’è alcun ostacolo che ti possa impedire di accedere alla santa Comunione. Non si è obbligati, neppure dal diritto canonico, a convivere con una persona che ci rende la vita impossibile per svariate ragioni e men che meno se siamo stati di fatto abbandonati.
      Dunque accostati in piena serenità al sacramento dell’Eucarestia e ti auguro di riceverne la forza necessaria per vivere la tua vita di fede senza essere schiacciato dai sentimenti negativi che giustamente provi ancora nei riguardi di tua moglie. Tanti auguri e coraggio di cuore.

      • Giovanni scrive:

        gentilissimo,
        la ringrazio per la sua risposta e per avere capito la mia situazione. Vorrei sottoporle alcune questioni perché mi sto attivando per la richiesta di nullità del matrimonio.
        1) – Ho sposato mia moglie perché é rimasta in cinta e i suoi familiari la volevano fare abortire. Esiste in questo caso una costrizione?
        2) – Mia moglie non ha mai voluto figli, ed il fatto che è rimasta incinta è stata una cosa inaspettata per lei. Durante il matrimonio abbiamo parlato moltissime volte di avere altri figli ma lei non ne voleva sapere;
        3) – Mi ha nascosto di avere l’epatite C, anche se negativizzata, prima di ogni nostro rapporto sessuale, che sono avvenuti prima di sposarci. Sono venuto a conoscenza che lei aveva l’epatice C solo dopo il matrimonio, in alcuni esami che lei aveva effettuato e che io ovviamente ho visto.
        4) – Mia moglie ha un passato di tossico dipendente, ma non mi ha mai raccontato della vita che faceva, che poi ho saputo che frequentava e aveva rapporti con “personaggi della malavita”, ed ha continuato ad averli dopo il matrimonio, nonostante io lo persuasa più volte a stare lontana da questi personaggi;
        5) – mia moglie, prima che io la conoscessi, soffre di grave sindrome depressiva (ho i certificati medici), e più volte ha tentato il suicidio prima che io la conoscessi.
        Ci sarebbero altri punti, ma vorrei avere un suo parere se esiste la possibilità, con documenti e testimonianze, per rendere nullo il matrimonio in chiesa. Sono consapevole del fatto che ho cercato di dare alla mia famiglia tutto l’apporto necessario per andare avanti, ma i fatti, purtroppo, dimostrano il contrario. Grazie ancora per la sua comprensione.
        Giovanni

        • Saverio Schirò Saverio Schirò scrive:

          Carissimo Giovanni, sciogliere un matrimonio con tutte le clausole ed i cavilli legali pone il problema solo su di un piano giuridico di cui non sono francamente esperto. Ma mi chiedo e ti invito a riflettere: che senso ha procedere legalmente su di una questione che ha toccato e ferito il cuore? Sei stato deluso, ferito, umiliato da questa donna, è vero; ti sei separato perché non trova più spazio dentro la tua vita, d’accordo. Ma non puoi ingannare te stesso e tanto meno il Signore: quando l’hai sposata lo hai fatto consapevolmente e con amore e dunque davanti a Dio questo matrimonio è valido a tutti gli effetti e dunque in coscienza secondo la nostra religione non può essere sciolto. Ciò non toglie che tu possa far valere i tuoi diritti civili ma tentando di recuperare i buoni sentimenti che sicuramente albergano dentro di te. Dopotutto, da quello che testimoni, la vita di questa donna deve essere stata tutt’altro che facile perché talvolta le vicende della vita ci travolgono e ci conducono là dove nessuno di noi vorrebbe.

  5. graziano scrive:

    Salve,io avrei una domanda piu particolare.
    Se uno è separato consensuale,ognuno per conto suo. Nessuna intenzione di divorziare per non regalare soldi agli avvocati.
    Però uno si trova nella decisione ,o di annullamento canonico,perché potrebbero starci i requisiti,oppure scegliere l articolo 1469 del catechismo della chiesa cattolica per non distruggere la cellula del sacramento. Ovviamente senza fare adulterio seguendo sempre le regole di Dio ecc. In questa situazione si può prendere l’Eucaristia della comunione?

    • Saverio Schirò Saverio Schirò scrive:

      Caro Graziano, francamente non saprei cosa dirti. Non so nulla del tuo matrimonio, dei motivi della separazione, del tuo cammino di fede, del tuo sentimento sulla Eucarestia….
      Non possiamo ridurre un meraviglioso beneficio che il Signore ci ha lasciato donando se stesso come nutrimento spirituale ad una semplice questione legalistica: posso…non posso fare la Comunione.
      La fede in Gesù Cristo, unico e personale salvatore è molto di più: è una scelta di vita. Spesso totalmente difforme dal costume e dal sentimento di questo nostro mondo.
      Come dirigere le nostre scelte? Impregniamoci di Cristo e seguiamo la nostra coscienza. Di più non saprei dirti.

  6. bruna scrive:

    salve magari nn mi sono spigata bene nn ho ancora i sacramenti ne battessimo e neanche la cresima ,.. e il matrimonio e stato fatto in albania solo civilmente , e poi divorziata … e mi hanno detto che serve un foglio da roma ,,, solo che mancano poce settimane alle nozze abbiamo preparato tutto anche xke il nostro parroco mi aveva detto che nn cera nussun problema xke il matrimonio essendo fatto in albania e civilmente nn in chiesa ,, nnsapiamo cosa fare mancano 5 settimane al matrimonio ….grazie dela sua risposta

    • Saverio Schirò Saverio Schirò scrive:

      Gentile Bruna,
      per sposarsi in chiesa, col matrimonio cristiano, occorre essere battezzati e cresimati, sacramenti che ci “iniziano” al cristianesimo. Di questo devi parlarne col parroco, naturalmente. Devi comunque potere dimostrare che sei libera e dunque esibire i documenti dell’avvenuto divorzio dal precedente matrimonio civile contratto in Albania.
      Parlane col parroco che deve celebrare le nozze, recupera i documenti necessari e vedrai che tutto si aggiusta.
      Eventualmente puoi rivolgerti anche alla Curia della tua città e sicuramente potranno aiutarti.

  7. Manlio scrive:

    Buonasera. Vorrei esporre il mio caso.
    Io sono vedovo dal 1999 (ho 60 anni) e la mia compagna era divorziata (abbandonata dal marito, che abbandonò anche i figli). Da un paio di anni l’ex marito della mia compagna è deceduto, quindi ora siamo ambedue vedovi. Dopo un “fidanzamento” durato circa 9 anni, ora da circa 2 anni conviviamo. Abbiamo infatti atteso che i figli si sistemassero. Due sono sposati (uno mio e uno suo) e uno vive solo essendo ancora scapolo.
    Noi vorremmo sposarci, ma mio figlio mi ha fatto capire che non accetterebbe mai da me un secondo matrimonio. Preciso che siamo credenti e abbastanza osservanti, inoltre siamo iscritto all’UNITALSI, con relativa frequentazione, io come aggregato e la mia compagna come effettiva, essendo stata anche diverse volte a Lourdes con il treno bianco per assistere i malati.
    Il fatto che io e la mia compagna conviviamo da 2 anni ci impedisce di ricevere i sacramenti e quindi la comunione. Sembra però che non ci sia univocità di giudizio da parte dei sacerdoti, infatti uno si è detto possibilista verso la possibilità di ricevere la comunione e ha chiesto di incontrarci.
    Cosa dobbiamo fare? Dobbiamo andarci, confessarci e ricevere eventualmente il sacramento della comunione o questo prete sbaglia? Ci è stato anche riferito di “matrimonio senza effetti civili”, che forse potrebbe indurre mio figlio ad accettarlo, anche se le sue ragioni non sono di interesse economico, ma di attaccamento a sua mamma, mia prima e finora unica moglie. Grazie anticipatamente per l’eventuale risposta.

    • Saverio Schirò Saverio Schirò scrive:

      Caro Manlio, credenti e “abbastanza”osservanti affermi, allora non cercate scorciatoie o cavilli legali: sposatevi in chiesa e tutto torna in ordine.
      Capisco l’atteggiamento del figliolo che rimane attaccato all’amore materno, ma convivere con un’altra donna o sposare un’altra donna mi sembra la stessa cosa. Anzi sposarla mi sembra più serio e più responsabile. Con i sentimenti degli altri nessuno ha diritto di “giocare”. Se vi amate tanto da volere vivere insieme, allora sposatevi e presentate questo amore al Signore perché lo benedica. Un amore nuovo non cancella di certo quello che hai provato per tua moglie: l’amore non si impoverisce se lo diamo a molti, anzi si moltiplica. Se poi tuo figlio non capisce, pazienza. Ma io credo che capirà.
      Auguri e fate diventare quell'”abbastanza osservanti” in costantemente osservanti.

  8. bruna scrive:

    Buon giorno ,sono una ragazza albanese sono stata sposata solo civilmente in Albania ,adesso convivo con un ragazzo italiano e abbiamo un bimbo di 2 anni volevamo sposarci in chiesa abbiamo preparato tutto ma il nostro sacerdote ci ha chiamato dicendo che nn posso sposarmi in chiesa xke sono divorziata e che serve annullamento dal vaticano … e manca 5 sett dal matrimonio ,,, nn ce l’ha detto prima … Aiutoooooooo nn so piu cosa fare

    • Saverio Schirò Saverio Schirò scrive:

      Cara Bruna, da quello che mi dici, cioè che sei stata sposata solo civilmente, non ci sarebbe alcun ostacolo a sposarti regolarmente in chiesa con tutti i sacramenti necessari già ricevuti (battesimo e confermazione). Nessuno potrebbe annullare un sacramento mai celebrato. O non ho capito io qualcosa o non ha capito il parroco.
      Mi sembra il caso di chiarire.

  9. Saverio Schirò Saverio Schirò scrive:

    Cara Barbara, intravedo tanta rabbia e tanto dolore dietro a questa domande. Sentimenti che offuscano una chiara visione della realtà. Possiamo giustamente reclamare una revisione del diritto matrimoniale che sia applicata caso a caso e conceda, ove possibile, l’accesso ai sacramenti ai divorziati, ma come possiamo entrare nella coscienza delle persone e giudicare che sia “un colpo di fortuna” la morte del coniuge che ci concede di risposarci in chiesa? Io credo che nessuno lo possa pensare. Il matrimonio come ogni azione umana, dovrebbe essere mossa dall’amore: questo è il cristianesimo e questa è la nostra fede. Al di là di questo punto fermo possiamo solo parlare di leggi, diritto canonico, ingiustizia, matrimoni “aberranti”, ipocrisie e quant’altro. Però con la fede in Gesù Cristo non c’entrano proprio niente.
    Ti inviterei a metabolizzare la rabbia ed il dolore e ripristinare una visione più serena della realtà.

  10. Barbara scrive:

    Buongiorno,
    avrei una domanda importante da fare.
    Un uomo lascia la moglie per un’altra donna. La moglie si consuma lentamente nel dolore di questa separazione fino a morire.
    A questo punto l’uomo non è più visto dalla chiesa cattolica come colui che non poteva neanche accedere ai sacramenti, bensì all’improvviso ottiene addirittura il placet della chiesa cattolica per risposarsi in chiesa. So che per la dottrina della Chiesa, un matrimonio è indissolubile “finché morte non li separi”. Dunque se l’ex moglie viene a mancare l’altro è libero di risposarsi. Mi chiedo se dietro a questa situazione non ci sia un’enorme ipocrisia!!! Possibile che addirittura la morte del coniuge tradito ed abbandonato si trasformi in un colpo di fortuna per il traditore che può addirittura risposarsi in chiesa!!! Credo che la chiesa dovrebbe permettere ad un vedovo/a inconsolabile di rifarsi una vita; non a chi ha distrutto la vita dell’ex-moglie!!! Un figlio che ha assistito al lungo dolore della madre fino alla fine, cosa deve pensare di questo nuovo, aberrante matrimonio religioso?

  11. laura scrive:

    Buongiorno vorrei sapere se essendo io una divorziata da rito solo civile posso risposarmi in chiesa con il mio attuale fidanzato celibe e quali documenti occorrono.grazie

    • Saverio Schirò Saverio Schirò scrive:

      Cara Laura, naturalmente puoi sposarti in chiesa, visto che non l’avevi fatto prima. Per i documenti necessari è opportuno parlarne col parroco della chiesa che celebrerà le nozze.
      Auguri

  12. Saverio Schirò Saverio Schirò scrive:

    Buongiorno Simona, come postato nel commento precedente, alla morte di uno dei coniugi, l’altro è libero, dunque può tranquillamente risposarsi in chiesa.
    Auguri

  13. simona scrive:

    buongiorno, vorrei chiarimenti, se una persona è divorziata e il suo ex marito viene a mancare, questa persona puo’ risposarsi in chiesa?

  14. Saverio Schirò Saverio Schirò scrive:

    Cara Adriana, secondo la dottrina della Chiesa, un matrimonio è indissolubile “finché morte non li separi”. Dunque alla morte di un coniuge, l’altro è libero. Se una persona divorziata cessa la nuova relazione irregolare (per scelta o per morte del coniuge) può accedere legittimamente ai sacramenti. Lo stesso varrebbe se le persone conviventi si astenessero volontariamente dai rapporti sessuali.

  15. Adriana scrive:

    Salve, io volevo chiedere: un uomo divorziato che si risposa con una donna che poi muore, può accostarsi all’Eucaristia?

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